Banca Generali

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La parola al management
 
ultimo aggiornamento  15/07/2008 12:55
 

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In questo confronto, Giorgio Girelli, Amministratore Delegato di Banca Generali, illustra le strategie e il modello di business adottati dalla società. Discute anche di come la banca si stia adattando al nuovo scenario che sta emergendo nel mercato per i servizi di consulenza finanziaria.


1. Da quando ha assunto la carica di Amministratore Delegato di Banca Generali nel 2000, com'è cambiata la società?

« Ritengo che il cambiamento sia stato radicale. Banca Generali, che è stata lanciata nel 1998 principalmente come banca telematica, è diventata uno dei protagonisti in Italia nel settore dei Personal Financial Services. Nel 2000, quando è cominciata questa mia avventura, eravamo una piccola realtà. Oggi, nel nostro settore, siamo la terza società per masse gestite.
Certo, la banca telematica c'è ancora, nella forma di una piattaforma internet e di una banca telefonica per i clienti, ma nel tempo abbiamo aggiunto tutti i prodotti e i servizi che un mercato evoluto e dinamico richiede.
Devo anche sottolineare che nonostante molte cose siano cambiate, la strategia sottostante a tutti questi mutamenti è rimasta la stessa, perché la visione che avevamo nel 2000 di come si sarebbe evoluto il mercato è stata confermata. Il piano strategico per il 2009 prosegue in questa direzione: un modello di business fondato sulla capacità di fornire al cliente una consulenza finanziaria di qualità, attraverso l'utilizzo di tutte le forme di investimento a lui più confacenti e, soprattutto, attraverso l'assistenza di consulenti qualificati ».
 

2. Quali sono i punti centrali del piano strategico di Banca Generali?

« Abbiamo ritenuto indispensabile presentare al mercato un piano triennale, appena dopo la quotazione, per illustrare con chiarezza le nostre strategie e gli obiettivi quantitativi che vogliamo raggiungere nel 2009.
Il piano che abbiamo presentato nel marzo del 2007 è basato sullo sviluppo del modello di business con cui ci siamo presentati al mercato in occasione dell'IPO nel 2006. Questo perché, anche in conseguenza dell'attuazione in Italia della MiFID, prevediamo un significativo incremento della domanda di consulenza finanziaria nel medio-lungo periodo in Italia, spinta anche dai cambiamenti in atto nel sistema previdenziale e dalla crescente esigenza di servizi di investimento personalizzati.
Alla presentazione dei risultati di Banca Generali per il 2007, abbiamo confermato questi obiettivi anche alla luce del contesto di mercato molto più difficile che si è sviluppato negli ultimi mesi. Questo è stato possibile perché Banca Generali fornisce ai propri clienti tutti gli strumenti necessari per gestire il proprio portafoglio anche in periodi piuttosto turbolenti. Così la performance della società in termini di masse gestite e di raccolta rimane salvaguardata ».

 

3. Perché è convinto che offrire una scelta di prodotti molto ampia ai propri clienti inclusi i prodotti di società terze sia la strada maestra per raggiungere questi obiettivi?

« Il cliente più evoluto ha l'esigenza di avere a disposizione un'offerta più ampia possibile, soprattutto ora che il mercato dei servizi finanziari sta diventando sempre più complesso e globale. Ci possono essere 100 prodotti che investono in Europa e magari solo uno è adatto al nostro cliente, che deve averlo e deve capire che quello è il suo prodotto. Per questo abbiamo investito per migliorare la selezione.
Il fatto di offrire prodotti di società terze significa che siamo in grado di proporre ai nostri clienti qui in Italia i migliori prodotti a livello globale. Monitoriamo costantemente la nostra offerta, valutando le performance per essere certi di offrire prodotti di alta qualità in ogni momento. Per rinforzare queste scelte, abbiamo stretto un accordo con Morningstar per sviluppare una piattaforma tecnologica che permetta ai nostri promotori di supportare i clienti nelle loro necessità di investimento.
Naturalmente Banca Generali propone anche i prodotti sviluppati in casa, ma sappiamo che, per essere proposti alla clientela, devono competere con i migliori prodotti internazionali. Questo è uno stimolo importante per migliorarci continuamente.
Queste logiche sono strettamente legate al nostro piano strategico e ai nostri obiettivi, perché crediamo che questa architettura aperta favorirà sempre più la raccolta e fidelizzerà il cliente ».

 

4. Cosa sta facendo Banca Generali per assicurare la massima qualità della consulenza finanziaria?

« Questo è un punto fondamentale per noi, perché il rapporto tra il promotore finanziario e il cliente è alla base del successo della società: solo un consulente obiettivo e preparato è in grado di fidelizzare i suoi clienti nel lungo periodo, a prescindere dall'andamento del mercato.
Prenda il caso di Banca Generali: alcuni dei nostri maggiori clienti sono con noi dall'87-88, quando Prime non era ancora stata acquisita da Generali.
Da tempo abbiamo iniziato un'attività finalizzata alla formazione consulenziale della nostra rete di promotori e allo sviluppo di strumenti di pianificazione finanziaria a supporto di tale attività, al fine di sviluppare la capacità del promotore finanziario di assumere nei confronti della clientela un ruolo attivo in termini di assistenza e consulenza ».

 

5. Quale impatto ha avuto la MiFID, la nuova direttiva europea sui servizi finanziari, su Banca Generali?

« Le nuove regole europee non hanno fatto altro che confermare il modello di business all'avanguardia che avevamo giù adottato. E se è vero che lo scenario complessivo dei servizi finanziari sta mutando radicalmente per lintroduzione della MiFID, possiamo rivendicare di essere stati tra i primi, nel nostro settore, a offrire ai clienti un'architettura aperta, che è uno degli obiettivi a cui punta la direttiva.
Abbiamo prospettive di sviluppo particolarmente favorevoli semplicemente perché disponiamo di una struttura adeguata e già operativa per far fronte al nuovo scenario di mercato. Per noi la MiFID è un'opportunità.
In particolare, la nuova normativa ci ha portati ad adottare prontamente tutta una serie di misure volte a garantire un sempre più trasparente rapporto con la clientela. L'introduzione della MiFID ha impegnato il Gruppo in una serie di attività di analisi, valutazione e aggiornamento che hanno riguardato aspetti di tipo organizzativo, procedurali e commerciali ».

 

6. Banca Generali ha recentemente annunciato l'acquisizione di Banca del Gottardo Italia, la controllata italiana del gruppo svizzero Banca del Gottardo SA. Come si inquadra questa operazione all'interno del piano strategico di Banca Generali? Siete interessati a effettuare altre acquisizioni nel futuro?

« Il private banking è già un'attività strategica per il Gruppo Banca Generali e con questa operazione rafforzeremo la nostra posizione. La nostra controllata Banca BSI Italia, che dispone di un patrimonio complessivo di circa 7 miliardi di euro, è già un operatore leader in Italia tra le aziende dedicate esclusivamente al private banking. Con Banca del Gottardo Italia, diventiamo il quarto player in questo settore per patrimonio.
In particolare, l'acquisizione ci permetterà di sviluppare la nostra rete commerciale nelle regioni a più alto livello di reddito dell'Italia come, ad esempio, la Lombardia ed aggregare un team di private bankers molto qualificato.
Per quanto riguarda il futuro, ho sempre affermato che Banca Generali ha un forte orientamento verso la crescita e questa operazione conferma il nostro ruolo di polo aggregante nel nostro settore.
Siamo riusciti con Banca del Gottardo Italia ad approfittare di un'opportunità di crescita per linee esterne a condizioni che io reputo buone».

 

Documenti
Statuto di Banca Generali
Statuto di Banca Generali
(PDF - 64 Kb) 29/07/10
 
Codice Etico del Gruppo Generali
Codice Etico del Gruppo Generali
(PDF - 638 Kb) 12/05/10
 
Relazioni e Bilancio Consolidato 2009
Relazioni e Bilancio Consolidato 2009
(PDF - 5,4 Mb) 15/03/10
 
Bilancio Individuale 2009
Bilancio Individuale 2009
(PDF - 2,7 Mb) 15/03/10
 
Factsheet
Factsheet
(PDF - 42 Kb) 08/03/10
 
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