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2026, verso un anno di IPO?
14 gennaio 2026#WeeklyWatch

2026, verso un anno di IPO?

Dopo la partenza a razzo di Hong Kong, quello appena iniziato sembra essere l’anno buono per veder finalmente sbarcare sul mercato alcune delle società più attese al mondo: da SpaceX a OpenAI, passando per Revolut e DeepSeek. E l’Italia?

2026 anno delle IPO? Le premesse per una pioggia di quotazioni di peso a livello globale ci sono tutte, dopo un 2025 di ripresa su scala mondiale per i collocamenti azionari, negli Stati Uniti e non solo. Gli occhi sono puntati soprattutto sul settore tecnologico: gli unicorni (startup private con una valutazione di almeno 1 miliardo di dollari) che si crede possano testare le acque del mercato dei capitali nel 2026 sono numerose e molto attese. Sotto i riflettori soprattutto le società del settore AI, che ormai da oltre tre anni rappresenta la locomotiva dei mercati azionari globali. E anche in Italia, a Piazza Affari, qualcosa si muove.

La Cina gioca d’anticipo

Ad aprire le danze delle IPO sono state proprio due “Tigri cinesi” dell’Intelligenza Artificiale. Nei primi giorni di gennaio sono sbarcate alla Borsa di Hong Kong le startup MiniMax Group e Ziphu AI. A fare notizia è stata soprattutto la prima che, dopo aver raccolto in fase di quotazione oltre 600 milioni di dollari, ha visto il proprio valore raddoppiare nel primo giorno di scambi sul mercato, chiudendo le contrattazioni con una market cap di oltre 13 miliardi di dollari. Ziphu AI, invece, dopo le prime sedute di scambi, capitalizza oltre 9 miliardi di dollari.

Le due società, entrambe attive nel segmento delle applicazioni dei modelli di intelligenza artificiale, hanno focus diversi: MiniMax si rivolge al mercato consumer e promette opportunità di crescita elevata, mentre Zhipu ha un modello orientato alle imprese e alle amministrazioni pubbliche, giudicato dagli analisti più stabile ma meno entusiasmante in un mercato guidato dall'hype. Le aspettative per le IPO cinesi nel settore dell'AI sono elevate, anche se la più nota azienda cinese del settore, DeepSeek, non ha ancora indicato alcun piano di quotazione.

Hong Kong è stata al centro di un vero e proprio revival delle IPO nel 2025, grazie a incentivi normativi e alla domanda repressa di capitali da parte delle aziende, dopo un lungo periodo di stretta supervisione sulle quotazioni delle autorità cinesi continentali. Un boom che si è tradotto in oltre 35 miliardi di dollari raccolti e quasi 120 nuove quotazioni, il massimo dal 2021.

Stati Uniti, aspettando SpaceX, Anthropic e OpenAI

Nel 2025, anche negli Usa, la ripresa delle IPO rispetto al deludente 2024 è stata notevole. Secondo i dati di Renaissance Capital, azienda specializzata nella ricerca e negli investimenti relativi alle quotazioni, ben 202 imprese sono sbarcate sul mercato azionario nel 2025, segnando un +35% rispetto all'anno precedente. I proventi sono stati di 44 miliardi di dollari, quasi il 50% in più rispetto al 2024.

Gli occhi del mercato sono ora puntati su alcuni grandi nomi del tech: da SpaceX e xAI di Elon Musk, ad Anthropic, passando per OpenAI e Databricks.

Proprio SpaceX, secondo alcuni osservatori, si starebbe preparando per una quotazione da record, con una valutazione che, secondo quanto riportato da alcuni media, potrebbe arrivare a 1.500 miliardi di dollari.

Anche OpenAI, sviluppatore di ChatGPT e miccia dell’hype che sta trascinando da anni l'AI generativa, è tra le società più attese e osservate in chiave IPO. La valutazione implicita potrebbe essere di oltre 500 miliardi di dollari, forte di ricavi in crescita robusta. Tuttavia, la redditività reale della società, l'intensità di capitale del suo business model e la complessa struttura di governance restano punti interrogativi per molti analisti.

Sull’altro lato dell’Oceano, nel Regno Unito, gli investitori sperano nel definitivo “disgelo” delle IPO sul listino di Londra. E tutti gli occhi sono puntati su Revolut, il gigante del fintech che con l’ultimo round di finanziamento di novembre 2025 (che ha coinvolto anche NVIDIA), avrebbe raggiunto una valutazione implicita di 75 miliardi di dollari.

Italia, il cantiere delle IPO è pronto a riaprire?

Il 2025 delle IPO ha invece dato segnali contrastanti a Piazza Affari. Se da un lato le quotazioni non sono mancate, con 21 nuove società sbarcate sul mercato, queste hanno riguardato unicamente il listino EGM, dedicato alle piccole e medie imprese, e non quello principale. Il dato conferma una vitalità del segmento PMI che si riflette anche sulla sua performance sul listino principale, con l’indice FTSE Italia Mid Cap che ha chiuso il 2025 in rialzo del +23% e il FTSE Italia Small Cap del +30% su base annua, a riprova del rinnovato appetito degli investitori per opportunità di diversificazione con ulteriori margini di crescita.

L'andamento di Mid e Small Caps a Piazza Affari

Guardando al 2026, le prospettive per il mercato delle IPO in Italia restano improntate a un cauto ottimismo. È possibile che, almeno nella fase iniziale dell’anno, si registrino ancora alcuni delisting; allo stesso tempo, iniziano però a emergere segnali incoraggianti che suggeriscono come diverse aziende stiano valutando un possibile approdo al mercato. Il vero tema resta il fatto che il 2026 possa finalmente rappresentare un punto di svolta per il mercato primario italiano”, commenta Guglielmo Manetti, amministratore delegato di Intermonte.

Alcuni segnali indicano infatti una potenziale ripresa delle IPO nel corso dei prossimi mesi. La riduzione del premio per il rischio sull’Italia sta riportando l’attenzione degli investitori istituzionali, in particolare esteri, mentre una progressiva normalizzazione del contesto macro e monetario potrebbe favorire una maggiore apertura delle finestre di mercato. In questo scenario, iniziative di sistema come il Fondo Nazionale Strategico Indiretto, in grado di sostenere la liquidità e rendere più stabile la domanda di titoli, possono giocare un ruolo chiave nel rilancio delle nuove quotazioni”, conclude Manetti.

Guglielmo Manetti, amministratore delegato di Intermonte Guglielmo Manetti, amministratore delegato di Intermonte
Guardando al 2026, le prospettive per il mercato delle IPO in Italia restano improntate a un cauto ottimismo. Alcuni segnali indicano infatti una potenziale ripresa delle IPO nel corso dei prossimi mesi. In questo scenario, iniziative di sistema come il Fondo Nazionale Strategico Indiretto, in grado di sostenere la liquidità e rendere più stabile la domanda di titoli, possono giocare un ruolo chiave nel rilancio delle nuove quotazioni

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