Risk Management

Il nostro sistema di controllo interno del rischio per garantire trasparenza.

Il sistema di controllo interno di Banca Generali è articolato su tre livelli:

  • controlli di primo livello, diretti ad assicurare il corretto svolgimento delle operazioni. Sono effettuati dalle strutture produttive o incorporati nelle procedure;
  • controlli sulla gestione dei rischi dell’impresa, volti ad individuare, misurare, controllare e gestire tutti i rischi (credito, mercato, operativi, strategici, ecc.);
  • controlli di compliance, volti a prevenire il rischio di non conformità alle norme in materia di prestazione dei servizi.

Questi controlli in Banca Generali sono affidati a:

  • funzione di Compliance per quanto attiene la prevenzione del rischio di non conformità alle norme, compreso il rischio di riciclaggio e finanziamento al terrorismo;
  • funzione di Risk Management finalizzata a individuare, misurare, controllare e gestire gli altri rischi (credito, mercato, operativi, strategici, ecc.);
  • revisione interna (o controlli di terzo livello), affidati alla funzione di Internal Audit, che svolge controlli per individuare andamenti anomali, violazioni delle procedure e della regolamentazione, nonché a valutare la funzionalità del complessivo sistema dei controlli interni e di gestione dei rischi.

Funzioni coinvolte nel sistema di controlli interni e gestione dei rischi

Consiglio di Amministrazione

  • è responsabile ultimo del sistema 
  • fissa le linee di indirizzo
  • verifica periodicamente adeguatezza ed efficacia del sistema

Alta Direzione

  • attua le linee di indirizzo strategiche
  • verifica nel continuo l’adeguatezza del sistema

Collegio sindacale

  • vigila sull’adeguatezza e conformità del sistema e sul suo concreto funzionamento

Comitato Controllo e Rischi

  • supporta con compiti istruttori, propositivi e consultivi il Consiglio di Amministrazione

Comitato Rischi manageriale

  • assicura presidio coordinato sul sistema di gestione e controllo dei rischi;
  • affronta specifiche tematiche operative con poteri deliberativi in merito alle misure di mitigazione dei rischi

Presidio 262

  • indirizza e coordina le attività di gestione del rischio amministrativo e contabile
  • supporta il Dirigente preposto

Risk Management

  • individua, misura, valuta e monitora tutte le tipologie di rischio a cui è esposto il Gruppo ad eccezione del rischio di non conformità alle norme

Compliance

  • valuta l’adeguatezza delle procedure e dei processi aziendali al fine di prevenire il rischio di non conformità alle norme;
  • vigila sulle condotte concretamente poste in essere dalla rete distributiva

Anti Money laundering

  • previene e contrasta la realizzazione di operazioni di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo. A tal proposito, nel Questionario Wolfsberg CBDDQ (disponibile tra gli allegati), la banca rende pubbliche le principali informazioni sulla propria struttura e sulle procedure adottate al proprio interno per prevenire l'utilizzo del sistema finanziario a fini di riciclaggio del denaro e finanziamento del terrorismo. Si pubblica altresì la Dichiarazione resa ai sensi della normativa statuinitense (cd. Patriot act) emanata il 26.10.2001 per rafforzare le misure di contrasto al terrorismo internazionale.

Internal Audit

  • monitora e valuta l’efficacia e l’efficienza del Sistema dei Controlli Interni

Principali rischi e incertezze

I principali rischi e incertezze a cui è esposto il Gruppo bancario sono:

  • rischio di credito: il rischio di insolvenza della controparte, ovvero la probabilità che un debitore non adempia alle proprie obbligazioni o che ciò accada in ritardo rispetto alle scadenze prefissate;
  • rischio di controparte: rischio legato all’eventualità che la controparte di una transazione di determinati strumenti finanziari risulti inadempiente prima del regolamento della transazione stessa. Si tratta di una particolare fattispecie del rischio di credito;
  • rischio operativo: rischio di subire perdite economiche derivanti dall’inadeguatezza o dalla disfunzione di procedure, risorse umane e sistemi interni, oppure da eventi esogeni. Rientrano in tale tipologia, tra l’altro, le perdite derivanti da frodi, errori umani, interruzioni dell’operatività, indisponibilità dei sistemi, inadempienze contrattuali, catastrofi naturali. Nel rischio operativo è compreso il rischio legale, mentre non sono inclusi quelli strategici e di reputazione;
  • rischio di mercato: rischio di subire perdite a fronte di variazioni di valore di uno strumento o di un portafoglio di strumenti finanziari connesse a variazioni inattese delle condizioni di mercato (corsi azionari, tassi di interesse, tassi di cambio, prezzi delle merci, volatilità dei risk factor);
  • rischio di tasso di interesse sul portafoglio bancario: rischio derivante da variazioni potenziali dei tassi di interesse. Tale rischio è generato dalle differenze nelle scadenze e nei tempi di ridefinizione del tasso di interesse delle attività e delle passività del Gruppo. In presenza di tali differenze, fluttuazioni dei tassi di interesse determinano sia una variazione degli utili, e quindi del profitto atteso, sia una variazione del valore di mercato delle attività e delle passività e quindi del valore economico del patrimonio netto;
  • rischio di liquidità: si manifesta sotto forma di inadempimento ai propri impegni di pagamento, che può essere causato da incapacità di reperire fondi (funding liquidity risk) ovvero dalla presenza di limiti allo smobilizzo delle attività (market liquidity risk). Nell’ambito dei rischi di liquidità si ricomprende anche il rischio di fronteggiare i propri impegni di pagamento a costi non di mercato, ossia sostenendo un elevato costo della provvista ovvero incorrendo in perdite in conto capitale in caso di smobilizzo di attività;
  • rischio di concentrazione: rischio derivante da esposizioni verso controparti, gruppi di controparti connesse e controparti del medesimo settore economico o che esercitano la stessa attività o appartenenti alla medesima area geografica;
  • rischio residuale: rischio che le tecniche riconosciute per l’attenuazione del rischio di credito utilizzate risultino meno efficaci del previsto;
  • rischio di reputazione: rischio attuale o prospettico di flessione degli utili o del capitale derivante da una percezione negativa dell’immagine della società da parte di clienti, controparti, azionisti, investitori o autorità di vigilanza;
  • rischio strategico: rischio attuale o prospettico di flessione degli utili o del capitale derivante da cambiamenti del contesto operativo o da decisioni aziendali errate, attuazione inadeguata di decisioni, scarsa reattività a variazioni del contesto competitivo;
  • rischio di compliance: rischio di incorrere in sanzioni giudiziarie o amministrative, perdite finanziarie rilevanti o danni di reputazione in conseguenza di violazioni di norme imperative (di legge o di regolamenti) o di autoregolamentazione (es. statuti, codici di condotta, codici di auto-disciplina).

Per ciascuno dei rischi elencati, il Gruppo ha formalizzato una policy che definisce: i princìpi generali, i ruoli e le responsabilità degli organi aziendali e delle funzioni coinvolte nella gestione del rischio; le linee guida in merito alla gestione del rischio in accordo al proprio modello di business, al proprio grado di rischio accettato (risk appetite), al sistema dei controlli interni, al sistema di deleghe definito dal Consiglio di Amministrazione e alle disposizioni dell’Autorità di Vigilanza.

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