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L’intelligenza artificiale accende la nuova rivoluzione industriale: il futuro della manifattura italiana
28 novembre 2025#Innovation

L’intelligenza artificiale accende la nuova rivoluzione industriale: il futuro della manifattura italiana

Alle OGR di Torino, Fabio Pammolli (Presidente Istituto Italiano Intelligenza Artificiale AI4I) racconta come l’IA stia trasformando l’industria, tra innovazione tecnologica e cultura d’impresa.

Dove un tempo si riparavano locomotive, oggi si progetta il futuro dell’industria italiana. Le Officine Grandi Riparazioni di Torino sono state il palcoscenico di un confronto sul ruolo dell’intelligenza artificiale nella manifattura, tra storia, tecnologia e nuove sfide globali.

L’intelligenza artificiale non è solo chatbot e dialoghi generativi: è una rivoluzione silenziosa che sta cambiando il modo in cui le imprese italiane producono, innovano e competono. Fabio Pammolli ha spiegato come la vera forza dell’IA risieda nella capacità di modellizzare dati complessi e ottimizzare processi, grazie anche all’evoluzione delle GPU nate per il gaming e oggi cuore pulsante dei sistemi intelligenti.

«L’intelligenza artificiale è la nuova dinamo della trasformazione industriale: le GPU trasformano dati in informazioni utili per le decisioni, proprio come la dinamo trasformava l’acqua in energia elettrica», ha sottolineato Pammolli.

L’adozione dell’IA, secondo Pammolli, rappresenta una sfida e un’opportunità per le imprese italiane, spesso piccole ma altamente specializzate: «La pressione competitiva della tecnologia stimola la trasformazione culturale delle aziende. Chi saprà valorizzare i dati e innovare, resterà protagonista anche nelle nicchie globali». 

Le applicazioni sono già realtà in settori come le scienze della vita, la farmaceutica e la ricerca di nuovi materiali intelligenti, dove la simulazione digitale accelera la scoperta e riduce i costi di sviluppo.

Pammolli ha infine evidenziato come questa rivoluzione sia diversa dalla bolla della new economy: «Oggi la densità di applicazioni e la penetrazione nei processi industriali è molto più profonda. L’IA non è solo una moda, ma una leva strutturale per la crescita e la competitività del sistema industriale italiano».

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