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Il Giappone al voto, tra rally della Borsa e timori su debito e yen
29 gennaio 2026#WeeklyWatch

Il Giappone al voto, tra rally della Borsa e timori su debito e yen

L’azionario giapponese è sui massimi storici dopo un rally triennale culminato negli ultimi mesi con le promesse di stimoli fiscali della premier Takaichi. Tuttavia, la promessa di nuova spesa pubblica riaccende i dubbi sulla sostenibilità del debito e sulla tenuta dello yen

Un rally da record per lasciarsi alle spalle i decenni perduti di stagnazione e deflazione. È questa, riassunta in poche parole, la storia recente del mercato azionario del Giappone. Il 2025 della Borsa di Tokyo è stato il terzo anno consecutivo di rialzo e il trend sembra destinato a proseguire. Un sentiment positivo sostenuto dalla promessa di nuovi stimoli fiscali della premier Sanae Takaichi. La prima donna a guidare il governo nipponico ha convocato elezioni anticipate per l’8 febbraio, con lo scopo di assicurarsi una solida maggioranza parlamentare e introdurre una politica economica espansiva. Tuttavia, il mercato obbligazionario e l’andamento dello yen raccontano una storia (in parte) diversa, di timori sul debito e sui tassi, spingendo a maggiore cautela e selettività.

Il rally delle azioni

Negli ultimi mesi il mercato azionario giapponese ha registrato un rally a dir poco incredibile, con un rialzo di oltre il 25% nel 2025.

La performance del Nikkei, in valuta locale e in euro

Esiste una combinazione di fattori che hanno favorito il trend. Dagli utili aziendali robusti, al rinnovato interesse degli investitori internazionali, grazie alla diffusa percezione che le società giapponesi stanno cambiando pelle”, spiega Luca Longhi, Head of Total Return Portfolio di Banca Generali.

“Tra riforme della governance aziendale, maggiore attenzione alla redditività e una gestione oculata dei bilanci, sono diversi i fattori che hanno contribuito a ridurre quello sconto strutturale che per anni aveva penalizzato il mercato nipponico”, prosegue il gestore.

Uno scenario favorevole su cui si è innestato in autunno il cosiddetto ‘Takaichi Trade’. La prima donna alla guida del Giappone ha rivendicando l’eredità dell’Abenomics, la politica super espansiva del suo mentore, il defunto premier Shinzo Abe, promettendo massicci stimoli fiscali per consolidare la crescita economica del Paese.

Il ruolo dello yen

In questo contesto favorevole, lo yen è stato protagonista. “La debolezza della valuta ha sostenuto i profitti delle grandi aziende esportatrici e ha reso più appetibili gli asset giapponesi agli occhi degli investitori esteri”, spiega Longhi.

L'andamento del cambio euro/yen

Tuttavia, avverte l’esperto di Banca Generali, “lo yen è diventato oggi la variabile più sensibile, poiché la sua traiettoria riflette non solo differenziali di tasso, ma una crescente incertezza sulla sostenibilità del debito giapponese. La decisione della premier Takaichi di indire elezioni anticipate per l’8 febbraio 2026 ha trasformato il rally sostenuto dai fondamentali in una scommessa in un contesto di instabilità politica”.

Verso il voto

La campagna elettorale è alle battute finali ed è caratterizzata da promesse di stimolo fiscale e taglio delle imposte, come la sospensione temporanea della tassa sui consumi per i beni alimentari. Misure molto popolari ma costose, che hanno sollevato dubbi sulla loro copertura finanziaria in un Paese che già convive con uno dei livelli di debito pubblico più elevati al mondo (stimato sopra il 225% del Pil secondo i dati del Fondo Monetario Internazionale).

Il voto sarà un test di fiducia per i mercati. Una vittoria netta ridurrà l’incertezza nel breve termine ed offrirà maggiore stabilità all’azione di governo che però implementerà una politica fiscale aggressiva, con il rischio di riaccendere i timori sulla sostenibilità del debito”,

I timori sul debito pubblico

L’equilibrio del debito giapponese è infatti reso fragile da una divergenza tra gli stimoli fiscali voluti dalla primo ministro Takaichi e la politica di normalizzazione monetaria della Bank of Japan, che sta alzando i tassi per domare un’inflazione tornata sopra il target, dopo decenni di deflazione ostinata e accomodamento monetario.

I mercati obbligazionari, in particolare la parte a lunga scadenza della curva dei titoli di Stato giapponesi, hanno registrato movimenti significativi, con tensioni evidenti sulle scadenze a 30–40 anni, segnalando una crescente richiesta di premio per il rischio”, sottolinea Longhi.

I rischi futuri

Se il governo attuale uscirà dalle urne con un mandato rafforzato, il nodo centrale diventerà la credibilità della strategia fiscale”, sintetizza il gestore dell’Investment Center di Banca Generali, spiegando come, sul fronte valutario, “quando lo yen si indebolisce nonostante rendimenti in salita, il segnale è chiaro: il mercato non sta guardando solo ai tassi, ma anche alla fiducia complessiva nel quadro macro”.

Le implicazioni per l’obbligazionariosono evidenti e infatti la Bank of Japan dovrà trovare un equilibrio tra l’essere attendista lasciando che il mercato si assesti, accettando però una maggiore volatilità su obbligazioni e yen, oppure intervenire alimentando il sospetto di una monetizzazione indiretta del debito”.

Sul fronte azionario le conseguenze degli effetti di una politica fiscale espansiva sono più ambigue.

Nel breve lo stimolo può sostenere i consumi e migliorare il sentiment favorendo soprattutto i settori più legati alla domanda interna, ma potrebbe anche esserci un aumento dei rendimenti reali che porterebbe a una compressione dei multipli rendendo il lavoro dei gestori molto più complesso e selettivo”, continua Longhi.

In conclusione, “il rally attuale del mercato giapponese è più solido e robusto rispetto al passato dal punto di vista dei fondamentali, ma potrebbe entrare in una fase in cui la politica conta quanto i risultati delle società. Le elezioni saranno determinanti per capire come il mercato prezzerà il rischio-Paese. Se vi sarà stabilità politica seguita da una gestione credibile dei conti pubblici, il ciclo positivo potrebbe proseguire, in caso contrario, dopo un rally così intenso, i mercati potrebbero diventare molto più volatili”, conclude il gestore di Banca Generali.

Luca Longhi, Head of Total Return Portfolio di Banca Generali Luca Longhi, Head of Total Return Portfolio di Banca Generali
“Il rally attuale del mercato giapponese è più solido e robusto rispetto al passato dal punto di vista dei fondamentali, ma potrebbe entrare in una fase in cui la politica conta quanto i risultati delle società. Le elezioni saranno determinanti per capire come il mercato prezzerà il rischio-Paese. Se vi sarà stabilità politica seguita da una gestione credibile dei conti pubblici, il ciclo positivo potrebbe proseguire, in caso contrario, dopo un rally così intenso, i mercati potrebbero diventare molto più volatili”

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