Comunicati stampa

Approvato il progetto di bilancio consolidato 2018

APPROVATI IL PROGETTO DI BILANCIO INDIVIDUALE E CONSOLIDATO 2018

  • Confermati i risultati consolidati preliminari
  • Utile netto consolidato: €180 milioni (-12%)
  • Utile netto ricorrente1 : €128 milioni (+48%)
  • CET1 ratio: 17,5% e Total Capital ratio: 19,0%

PROPOSTA LA DISTRIBUZIONE DI UN DIVIDENDO DI 1,25 EURO PER AZIONE APPROVATO IL PRIMO PROGETTO DI RELAZIONE ANNUALE INTEGRATA

  • Obiettivi ESG integrati nella performance finanziaria
  • Investimenti ESG al 10% delle masse gestite nel 2021
  • Valore Aggiunto Globale a €729,5 milioni, più che raddoppiata la quota per Collettività e Ambiente

Milano, 8 marzo 2019 - Il Consiglio di Amministrazione di Banca Generali, riunitosi sotto la presidenza di Giancarlo Fancel, ha approvato la Relazione Finanziaria annuale integrata al 2018, predisposta ai sensi dell’articolo 154-ter del D.Lgs. 58/1998 (TUF), contenente anche il progetto di bilancio individuale al 31 dicembre 2018 da sottoporre all’assemblea dei soci.

L’esercizio 2018 si è chiuso con un utile netto consolidato di €180 milioni. Il dato si confronta con i €204,1 milioni dell’esercizio precedente che però – diversamente dall’anno in corso - aveva beneficiato di un andamento dei mercati finanziari particolarmente favorevole. Al netto delle voci di ricavo variabili, l’utile ricorrente ha mostrato una sensibile crescita del 48% a €128 milioni, confermando l’efficacia delle molte iniziative avviate per rafforzare la sostenibilità della crescita.

I risultati 2018 incorporano l’impatto positivo delle modifiche al periodo di ammortamento degli incentivi corrisposti ai consulenti sulla base degli obiettivi di raccolta in parte controbilanciato da oneri straordinari a livello di costi operativi e accantonamenti. Il saldo di queste voci straordinarie è stato pari a €5,6 milioni, con un impatto nell’ordine del 3% sul risultato netto complessivo.

Il margine di intermediazione è risultato pressoché invariato a €449,4 milioni (-0,1%, -4,6% su basi omogenee ) - pur in un contesto di mercati finanziari particolarmente complessi - grazie alla costante crescita dei patrimoni e alla diversificazione delle fonti di ricavo che ha, in parte, compensato la riduzione delle commissioni variabili legate alla dinamica dei mercati finanziari (€38,6 milioni, -66%).

I costi operativi si sono attestati a €196,6 milioni (+4,6%), includendo €7,1 milioni di natura straordinaria, al netto dei quali la variazione sarebbe stata trascurabile (+0,9%) a conferma dello spazio di leva operativa a fronte della costante attenzione alla crescita dimensionale. L’incidenza dei costi sulle masse complessive si è confermato contenuto a 34 bps nell’anno così come il livello del cost/income (41,7% nell’anno; 42,3% al netto delle voci straordinarie).

Gli accantonamenti dell’anno si sono attestati a €25,4 milioni di cui €4,7 milioni di natura straordinaria per la riorganizzazione della rete che porterà ad una riduzione prospettica nella base di costi ricorrenti.

Gli indici patrimoniali al 31 dicembre si posizionano su livelli di eccellenza nonostante l’esposizione alle dinamiche del debito sovrano: il CET 1 ratio si attesta al 17,5% e il Total Capital ratio al 19,0% con un’eccedenza di capitale rispetto ai requisiti regolamentari pari a €311 milioni.

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