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Caso FTX: come ha impattato il mondo delle criptovalute?
Caso FTX: come ha impattato il mondo delle criptovalute?
23 novembre 2022#WeeklyWatch

Caso FTX: come ha impattato il mondo delle criptovalute?

Qualcuno lo aveva definito il nuovo Warren Buffet ma Sam Bankman-Fried, noto anche con le sue sole iniziali SBF, ha visto il suo nascente “impero finanziario”, sciogliersi come neve al sole.

Stiamo parlando di FTX, una piattaforma per lo scambio delle gettonatissime criptovalute come i Bitcoin o Ethereum, finita in bancarotta nelle scorse settimane. Che cosa è accaduto?

Prima di spiegarlo, va fatta una considerazione: la vicenda dimostra quanto sia importante avvicinarsi al mondo delle cripto attraverso operatori qualificati e affidabili, soggetti alle regole di tutela del risparmio vigenti in Italia.

Il mondo cripto tra blockchan, token e Nft

Ma, per entrare nella vicenda, bisogna anche spiegare a grandi linee, per chi non le conosce ancora, cosa sono le tanto discusse criptovalute. Per chiarirsi le idee, è bene fare un piccolo excursus. La loro diffusione è infatti legata allo sviluppo della Blockchain, una tecnologia che sta portando un grande cambiamento nel settore finanziario (e non solo). In italiano (con una traduzione un po’ maccheronica), Blockchain significa in sostanza “catena di blocchi” ed è una struttura condivisa e immutabile di dati, concatenati tra loro in ordine cronologico. Detto in parole più semplici, la Blockchain è una tecnologia che consente di digitalizzare i dati di una transazione e far sì che siano sempre tracciabili e trasparenti. Niente falsificazioni, tutto è verificabile.

Grazie a questa tecnologia, è nata un’altra innovazione: i token, termine inglese che in italiano significa alla lettera “gettone” ma che nel mondo digitale vuol dire un’altra cosa. È un ”gettone virtuale” che, proprio attraverso  la Blockchain, permette a chi lo possiede di godere di un diritto, per esempio il diritto di proprietà su un bene che dunque non può esser falsificato.

Oggi si parla dunque di tokenizzazione: un’attività con cui vengono creati dei token digitali che rappresentano poi la proprietà su un bene. Anche un oggetto reale come un’opera d’arte o un immobile, dunque, possono essere in teoria tokenizzati.

Quando il token corrisponde al diritto di proprietà di un bene unico ha un non-fungible token (Nft), che non è interscambiabile con un altro token perché rappresenta appunto un oggetto ben determinato.

Le criptovalute come Ethereum o i più noti Bitcoin sono invece dei token fungibili, che possono in teoria essere scambiati tra loro come monete: un Bitcoin ha lo stesso valore di un altro Bitcoin, come un dollaro ha lo stesso valore di un altro dollaro.

Ma cosa è successo quindi nella vicenda FTX?

Ecco allora che si torna alla vicenda di FTX, che era una delle maggiori piattaforme di exchange, di scambio delle criptovalute.

Il crollo della società è stato determinato dalla crisi di liquidità che la società ha subito dopo il massiccio ritiro di soldi da parte dei clienti. Da lì si è diffuso il sospetto che in realtà FTX usasse i soldi dei clienti per sostenere le operazioni “spericolate” di Alameda Research, una società di investimenti fondata dallo stesso Sam Bankman-Fried, il cui capitale (era guarda a caso) composto in gran parte Ftt, un token creato dalla stessa FTX, il cui valore era molto dubbio.

E così, la piattaforma creata dall’”enfant prodige” SBF ha mostrato il suo vero volto. Inizialmente sembrava fosse possibile un salvataggio da parte della concorrente Binance, ma l’ipotesi è subito tramontata.

Aldilà di come si evolverà la vicenda, quanto accaduto dimostra appunto quanto sia necessario affidarsi a operatori qualificati quando si investe nelle criptovalute. FTX, con sede alle Bahamas, non era infatti a vigilanza di autorità nazionali (come in Italia la Consob) e non esisteva un sistema di garanzie per proteggere i clienti.

E così, oggi si parla di almeno 1 milione di investitori in tutto il mondo che hanno visto i loro soldi andare in fumo. Ma la vicenda di FTX dimostra anche quanto ci sia bisogno di un consulente finanziario anche quando ci si avvicina all’effervescente modo delle criptovalute.

Christian Miccoli, Founder e CEO di Conio racconta il caso ai microfoni di Edufin 3.0 con Marco Montemagno

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