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USA vs UE: il confronto dei mercati
USA vs UE: il confronto dei mercati
24 febbraio 2023#WeeklyWatch

USA vs UE: il confronto dei mercati

Il 2023 si è aperto con una ventata di ottimismo, numerosi i segnali positivi che arrivano da Stati Uniti e Europa.

Una performance positiva del 12.5%. È quella messa a segno tra gennaio e la quarta settimana di febbraio dai mercati finanziari europei, che non lascia spazio a dubbi: il 2023 si è aperto con una ventata di ottimismo per le Borse caratterizzate da performance ben speranti rispetto al 2022, anno nero della finanza che ha registrato le peggiori perdite degli ultimi decenni sia su azioni che bond in scia all’eccezionale concomitanza di fattori macroeconomici e geopolitici.

 Al momento, tuttavia, continuano ad essere presenti sui mercati finanziari diverse variabili che rendono difficile prevedere con esattezza quali saranno le scelte delle banche centrali per i prossimi mesi: come evolverà il percorso di rialzo dei tassi iniziato lo scorso anno?

Corrado Cominotto, responsabile delle Gestioni Patrimoniali Attive di Banca Generali, pone l’attenzione su due fattori: da un lato il livello d’inflazione che, dopo aver toccato un picco del 9% negli Usa nel giugno scorso, è sceso costantemente nei mesi a seguire fino al 6.4%. Il secondo fattore è la disoccupazione al 3.4%, un livello che negli Stati Uniti non veniva raggiunto dal 1968. Oltre a un mercato del lavoro così forte, assistiamo anche a “una revisione al rialzo della crescita del prodotto interno lordo”, dice Cominotto, che aggiunge: “JP Morgan, per esempio, ha alzato le stime per gli Stati Uniti all’1.6%, al 1% per l’Europa e del 2.3% a livello globale” trainato dalla crescita dell’Asia attesa a +4%.

Se si guarda quindi all’andamento dell’inflazione, il lavoro delle banche centrali sembra aver portato dei risultati concreti nel contrastare il rialzo dei prezzi. Nonostante un rialzo così repentino del costo del denaro, c’è stata però una tenuta dell’economia sottostante che potrebbe indurre i banchieri a mantenere un atteggiamento restrittivo per un periodo più lungo del previsto.

Gli utili aziendali e i mercati finanziari

Cominotto pone poi l’accento su altri fattori: “A livello microeconomico”, dice, “gli utili aziendali sono attesi in moderata crescita per il 2023: dell’1.5% a livello globale, dell’1.6% negli Usa e  dello 0.7% nell’ Eurozona”. Qualora venissero confermate le tendenze emerse in alcuni indicatori (come i PMI usciti sopra le attese), per Cominotto è lecito aspettarsi un rialzo di queste stime, seppur con marcate differenze tra settore e settore. “A titolo di esempio, nel quarto trimestre del 2022 gli utili presentano in Europa un rialzo medio del 2%, con i titoli energetici a +41%, a causa dell’andamento dei prezzi del petrolio. in conseguenza della guerra In Ucraina”, continua il responsabile delle Gestioni Patrimoniali Attive di Banca Generali, sottolineando che “negli Stati Uniti la crescita è sostanzialmente invariata con un picco sempre sugli energetici a +65%”.

In tale contesto guardiamo con interesse al mercato obbligazionario”, aggiunge Cominotto, “in particolare sui prodotti corporate che tornano ad avere rendimenti attraenti per gli investitori”. Il default rate è infatti attualmente vicino al 2% e non dovrebbe aumentare in modo significativo se dovesse essere confermato il trend macroeconomico in atto. “Guardiamo con interesse anche i corporate finanziari”, continua ancora Cominotto, ricordando che “le banche presentano livelli di patrimonializzazione solidi (CET 1 Ratio al 14.8% e NPL ratio sotto il 2%) e stanno già beneficiando a livello di redditività dal rialzo dei tassi di interesse”. 

Riguardo al mercato azionario, secondo il responsabile delle Gestioni Attive di Banca Generali le attuali valutazioni propendono per l’area Euro che tratta ad un rapporto prezzo utili di 12.8 volte (con l’Italia 8.8x) rispetto agli Stati Uniti a 18.5x. Se nel corso dei prossimi mesi le banche centrali dovessero diminuire il loro atteggiamento hawkish, potrebbe essere confermato il ritorno di interesse sui titoli growth che si è già manifestato negli ultimi mesi.

Corrado Cominotto, responsabile Gestioni Patrimoniali attive di Banca Generali Corrado Cominotto, responsabile Gestioni Patrimoniali attive di Banca Generali
A livello microeconomico gli utili aziendali sono attesi in moderata crescita per il 2023: dell’1.5% a livello globale, dell’1.6% negli Usa e dello 0.7% nell’ Eurozona.

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