Cos’è l’inflazione?
02 maggio 2022#Private Banking

Cos’è l’inflazione?

L’inflazione, nel settore economico, è un indicatore molto importante in quanto evidenzia una crescita dei prezzi nel tempo che determina conseguentemente una diminuzione del potere d’acquisto della moneta.

In un contesto di inflazione con un euro si possono acquistare oggi meno beni e servizi rispetto al passato.

Come si misura l’inflazione?

Per calcolare il tasso di inflazione per i consumatori è necessario costruire un indice dei prezzi al consumo, calcolo che nella maggior parte dei Paesi viene fatto dall’Istituto nazionale di statistica.

In Italia ad occuparsene è l’ISTAT che, sulla base dei prezzi di un insieme di beni e servizi (paniere) rappresentativo dei consumi delle famiglie, calcola il suo indice dei prezzi al consumo (IPC). In questo paniere dei consumi vengono generalmente considerati prodotti alimentari, di abbigliamento, servizi sanitari, trasporti, elettricità e così via.

Anche l’Unione Europea  ha previsto il calcolo di un indice, l’indice dei prezzi al consumo armonizzato (IPCA) per i Paesi dell’UE, indicatore di riferimento per la Banca Centrale Europea (Bce) utile all’attuazione della politica monetaria europea.

Andamento dell'inflazione mese per mese, dati storici ISTAT.

Quali sono le cause dell’inflazione?

Le cause dell’inflazione possono essere:

  • Endogene: che hanno origine da fenomeni che si verificano all’interno del Paese in cui si nota l’aumento generalizzato dei prezzi;
  • Esogene: che provengono da altri Paesi con cui si intrattengono dei rapporti economici e finanziari.

E derivare da

  • Eccesso di domanda di beni e servizi: la crescita economica aumenta la ricchezza delle famiglie che aumentano la propria domanda di beni. A parità di offerta i prezzi salgono.
  • Scarsità di offerta di beni o servizi: normalmente per cause esogene viene a determinarsi la minore disponibilità di beni che sono utilizzati in molti processi produttivi tipicamente prodotti energetici e materie prime. Questo determina un aumento dei costi di produzione che normalmente si trasferisce sui prezzi di vendita.

Quali possono essere le conseguenze?

L’inflazione, se tenuta sotto controllo, può convivere con un parallelo sviluppo delle crescita economica. La stabilità dei prezzi è infatti considerata una condizione fondamentale per l’innalzamento del livello dell’attività economica e dell’occupazione.

Un’inflazione in rapida crescita, definita “galoppante”, può infatti erodere il potere di acquisto delle famiglie, impoverendole.

Anche la deflazione, ossia un’inflazione negativa e quindi un fenomeno di prezzi in discesa, può bloccare la crescita economica in quanto, la possibilità di poter acquistare in futuro a prezzi inferiori induce le famiglie a posticipare i propri acquisti e quindi a ridurre i consumi correnti.

Quindi tassi troppo elevati o negativi di inflazione spaventano gli investitori e danneggiano la fiducia in uno o più Paesi, condizionando in modo negativo l’attività economica.

Inflazione, tassi di interesse e politica monetaria

L’importanza del controllo del livello dei prezzi ai fini dello sviluppo economico di un Paese ha fatto sì che l’obiettivo di stabilizzazione dell’inflazione rappresenti uno degli obiettivi che perseguono le banche centrali ed il principale per quanto riguarda specificatamente l’azione della BCE.

Ogni banca centrale fissa nel tempo un livello target di inflazione che ritiene appropriato per lo sviluppo economico del Paese di riferimento e prende decisioni di politica monetaria, ossia di intervento sui tassi di interesse, coerenti per raggiungere tale obiettivo. Nel caso il livello dei tassi sia già basso o addirittura negativo e siano comunque necessari ulteriori interventi per far aumentare l’inflazione le banche centrali possono ricorrere anche a strumenti non  convenzionali, come il quantitative easing.

L’obiettivo della BCE è quello di mantenere l’inflazione ad un livello prossimo al 2% con un approccio simmetrico nel senso che «positive e negative deviazioni» dall'obiettivo sono considerate egualmente indesiderabili. Questo livello dei prezzi è ritenuto dalla maggior parte delle banche centrali del mondo come ottimale.

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