Per anni gli investitori immobiliari hanno guardato soprattutto alle grandi capitali globali. Londra, New York, Parigi e Hong Kong rappresentavano i punti cardinali di una geografia del mattone relativamente stabile. Oggi, però, gli equilibri stanno cambiando rapidamente.
La mobilità internazionale di persone e capitali, la crescita della ricchezza globale, l’evoluzione delle politiche fiscali e la crescente competizione tra le città stanno ridisegnando la mappa mondiale degli investimenti immobiliari. Le opportunità non si concentrano più esclusivamente nei mercati tradizionali, ma emergono sempre più spesso in nuove destinazioni capaci di attrarre imprenditori, professionisti qualificati e grandi patrimoni.
Secondo le previsioni di Knight Frank, il mercato residenziale globale dovrebbe tornare a crescere nei prossimi anni, ma in modo selettivo. A essere premiati sono soprattutto i mercati che riescono a coniugare sviluppo economico, qualità della vita e capacità di attrarre nuovi residenti e investimenti.
“Oggi il mercato immobiliare è sempre meno una storia locale e sempre più una storia globale. Le città che attirano capitali, imprese e talenti internazionali tendono infatti a mostrare una maggiore resilienza e prospettive di crescita più solide nel tempo”, spiega Maria Ameli, Head of Wealth Advisory di Banca Generali.