“I governi si sono indebitati massicciamente a tassi zero tra il 2020 e il 2022 e oggi devono rifinanziarsi a costi molto più elevati, con un impatto diretto e crescente sulla spesa per interessi. Il fabbisogno annuo di Stati Uniti e Germania è tre volte superiore rispetto al periodo pre-Covid. La domanda, quindi, diventa molto concreta: chi comprerà tutto questo debito? Le banche centrali non sono più acquirenti nette e si è aperta una vera e propria competizione per il capitale”, spiega Baldessari.
La competizione per il capitale si è ormai estesa oltre i debiti sovrani. “Anche sul fronte delle obbligazioni societarie, il debito legato all’AI è in forte crescita: per costruire l’infrastruttura dei data center si stimano necessari 3.000 miliardi di dollari. I ministeri delle Finanze si trovano così a competere con le big tech per attirare investitori”.
Resta allora la domanda centrale: la pressione sui titoli di Stato continuerà o i rendimenti sono saliti abbastanza da tornare appetibili? Per Baldessari, il mercato potrebbe essere vicino a un nuovo punto di equilibrio: “Quando il prezzo è giusto, i compratori tornano a farsi vedere. Non a caso, una delle più recenti aste di Treasury statunitensi ha registrato un record storico di richieste, mentre anche in Giappone la domanda per i bond sovrani è tornata robusta”.
Per gli investitori, il cambio di scenario impone una revisione chiara delle strategie: il ritorno dei rendimenti riapre opportunità, ma richiede anche una gestione più selettiva del rischio duration.
“La nostra preferenza va alle emissioni di qualità: le obbligazioni societarie europee ad alto rating, per esempio, rendono circa il 4%, un livello iniziale che storicamente, su questa asset class, ha portato in media a un ritorno del 15% nei tre anni successivi. Le opportunità non mancano, ma nel nuovo mondo obbligazionario la scelta più saggia non sta in una particolare asset allocation: passa piuttosto da diversificazione e gestione attiva, indispensabili per affrontare le potenziali turbolenze”, conclude il gestore di Banca Generali.