Negli ultimi giorni, la pressione sui titoli di Stato Usa ha spinto il Tesoro americano a intervenire. Il governo ha annunciato il raddoppio del programma di buyback sui titoli a lunga scadenza, portando il livello massimo per operazione da 2 ad almeno 4 miliardi di dollari sulle scadenze 10-20 anni e 20-30 anni (solitamente ci sono 4 operazioni di riacquisto in un trimestre).
Il programma era stato lanciato a maggio 2024 per ampliare la liquidità del mercato dei Treasury attraverso il riacquisto dei titoli più vecchi, i cosiddetti off-the-run. L’annuncio ha portato il rendimento del trentennale a scendere di circa 10 punti base nell’immediato, ma il costo di finanziamento è tornato a salire subito, perdendo quasi interamente il terreno guadagnato nel giro di 24 ore.
“Il messaggio degli investitori è piuttosto diretto: queste operazioni curano il sintomo, non la causa, rischiando anzi di erodere la credibilità del Tesoro se percepito come tentativo di manipolare la curva piuttosto che di gestire la liquidità”.
Per provare a rafforzare la fiducia del mercato obbligazionario, il Segretario al Tesoro Usa, Scott Bessent, ha in seguito segnalato che il programma di riacquisto potrebbe superare i 4 miliardi per operazione e che l’amministrazione presenterà a breve un piano di consolidamento fiscale.
Tuttavia, avverte Siniscalco, “l’efficacia del piano "3-3-3" originario di Bessent (deficit al 3%, crescita al 3% e produzione petrolifera in aumento di 3 milioni di barili al giorno) appare lontana: i miliardi attesi dai dazi commerciali per compensare i tagli alle tasse non si sono materializzati, mentre la quota di banche centrali estere che detengono debito americano continua il suo declino strutturale”.