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Il rally delle Borse alla prova delle trimestrali
14 July 2026#WeeklyWatch

Il rally delle Borse alla prova delle trimestrali

La stagione degli utili entra nel vivo con attese elevate, soprattutto negli Stati Uniti. Tech e intelligenza artificiale restano i motori della crescita, ma valutazioni, geopolitica e dispersione settoriale impongono selettività

Tra entusiasmo e prudenza, è ufficialmente partita la stagione delle trimestrali, con le grandi banche degli Stati Uniti a fare, come da tradizione, da apripista. Fatturati, utili e margini saranno sotto la lente degli investitori per numerose ragioni. Da un lato, il secondo trimestre 2026 è il primo in cui gli analisti potranno valutare appieno l’impatto delle pressioni inflattive causate dalla guerra in Iran sui conti delle società. Dall’altro, dopo diversi trimestri di profitti in crescita e rialzi del mercato azionario, in molti si chiedono quanto ‘fiato’ abbia ancora il rally delle Borse.

Grandi speranze

Il punto di partenza sono le attese, particolarmente elevate in questo frangente negli Stati Uniti, a dispetto di numerosi fattori di incertezza: geopolitica, inflazione sopra il target, debole fiducia dei consumatori e un mercato del lavoro ancora solido ma che mostra segnali di rallentamento.

Le aspettative sono particolarmente elevate: il consensus prevede una crescita degli utili dell’S&P 500 vicina al 22% su base annua. Dopo un primo trimestre molto forte, con utili in aumento intorno al 28%, e un mercato azionario che ha già guadagnato oltre il 13% in euro dall’inizio dell’anno, gli investitori cercano conferme sulla sostenibilità di questa dinamica”, spiega Andrea Mongardini, portfolio manager di Banca Generali.

Il momento di ‘Big Bank’

Le prime trimestrali delle grandi banche d’investimento statunitensi hanno confermato un contesto molto favorevole per il settore finanziario, grazie all’elevata attività sui mercati e alla ripresa dell’investment banking”, aggiunge Mongardini.

JPMorgan ha registrato il miglior trimestre della propria storia, con un utile netto di 21,2 miliardi di dollari. I ricavi del trading azionario hanno raggiunto il livello record di 6,03 miliardi di dollari (+86% anno su anno), mentre le commissioni di investment banking sono salite a 3,28 miliardi di dollari. 

Goldman Sachs ha a sua volta pubblicato risultati eccezionali, con ricavi record pari a 20,3 miliardi di dollari (+39% anno su anno). Il principale motore della crescita è stato il trading azionario, che ha generato 7,42 miliardi di dollari di ricavi (+72%), il livello più elevato mai registrato dalla banca. Molto positiva anche la performance dell’investment banking, con commissioni pari a 3,4 miliardi di dollari, ai massimi dal 2021.

Nel complesso, i risultati confermano come la volatilità dei mercati e il ritorno delle operazioni straordinarie abbiano sostenuto in modo significativo gli utili del settore”, spiega l’esperto.

Lo spaccato dei settori: tech sempre sotto la lente

Un fattore che il mercato guarderà con particolare attenzione riguarda le differenze di performance tra i vari settori. La dispersione in termini di crescita dei profitti tra i comparti “resta marcata, nonostante la precedente stagione di trimestrali abbia evidenziato una crescita degli utili diffusa e trasversale alla maggior parte del mercato”, sottolinea Mongardini.

Anche nel secondo trimestre la tecnologia dovrebbe rappresentare il principale motore della crescita, grazie agli investimenti in intelligenza artificiale, data center e semiconduttori. Dopo il +50% registrato nel trimestre precedente, per il segmento è atteso un aumento degli utili di circa il 64% anno su anno.

Al tempo stesso, avverte il gestore di Banca Generali, “aspettative così elevate rendono il comparto particolarmente sensibile a eventuali segnali di rallentamento”.

Positive anche le attese sul contributo dell’energia, sostenuta dall’aumento dei prezzi delle materie prime, mentre il settore finanziario dovrebbe beneficiare dell’attività di investment banking e trading (+7% circa). Più debole il quadro per i consumi discrezionali (+4%), penalizzati dalle difficoltà di automotive e lusso.

Valutazioni e multipli sotto controllo?

Il tema delle valutazioni resta centrale. Molti osservatori continuano a parlare di ‘bolla’ a proposito del rally dei titoli tech, in particolare degli hyperscaler e delle Magnifiche 7.

Tuttavia, la performance del Nasdaq negli ultimi tre anni è stata sostenuta principalmente dalla crescita degli utili e non dall’espansione dei multipli. Mentre l’indice raddoppiava il proprio valore, il rapporto prezzo/utili si riduceva da 27x a 25x, a testimonianza del fatto che il rialzo delle quotazioni è stato accompagnato da una crescita ancora più marcata degli utili societari”, fa notare Mongardini.

E l’Europa?

Il confronto con l’Europa evidenzia un quadro di crescita meno intenso rispetto a quello statunitense, ma comunque solido”, prosegue il gestore.

Per lo Stoxx 600 gli utili sono attesi in aumento di circa il 13%. Anche in Europa la crescita è trainata dai comparti maggiormente esposti ai temi strutturali del mercato, in particolare dalle società legate all’intelligenza artificiale (+26%) e dal settore finanziario (+8%), cui si affianca il contributo dell’energia.

Le valutazioni più contenute rispetto agli Stati Uniti rappresentano inoltre un elemento di supporto, offrendo opportunità interessanti in un contesto di maggiore attenzione ai fondamentali”, sottolinea Mongardini.

Nel complesso, anche questa stagione di trimestrali sembra guidata dalla leadership tecnologica americana e dal tema dell’intelligenza artificiale. Tuttavia, il mercato è sempre più attento alla capacità delle aziende di trasformare gli ingenti investimenti effettuati in una crescita degli utili sostenibile nel tempo.

Qualora i risultati del secondo trimestre confermassero le attuali attese, il quadro fondamentale continuerebbe a fornire un importante supporto ai mercati azionari. Allo stesso tempo, la dispersione dei risultati tra settori e aree geografiche, unita alle persistenti incertezze geopolitiche e macroeconomiche, suggerisce di mantenere un approccio selettivo agli investimenti, valorizzando il ruolo di una gestione attiva nell’individuare le opportunità più interessanti e affrontare con maggiore efficacia la volatilità che potrebbe caratterizzare i prossimi mesi”, conclude Mongardini.

Andrea Mongardini, portfolio manager di Banca Generali Andrea Mongardini, portfolio manager di Banca Generali
Le aspettative sono particolarmente elevate: il consensus prevede una crescita degli utili dell’S&P 500 vicina al 22% su base annua. Qualora i risultati del secondo trimestre confermassero le attuali attese, il quadro fondamentale continuerebbe a fornire un importante supporto ai mercati azionari. Allo stesso tempo, la dispersione dei risultati tra settori e aree geografiche, unita alle persistenti incertezze geopolitiche e macroeconomiche, suggerisce di mantenere un approccio selettivo agli investimenti

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