
AI Sapiens: Innovazione e ricerca, la sfida per l’università del futuro
Rita Cucchiara, Rettrice dell’Università di Modena e Reggio Emilia, protagonista di questa nuova puntata del nostro format AI Sapiens per raccontare come l’ateneo stia trasformando didattica, ricerca e tecnologia per le nuove generazioni.
Con il nuovo appuntamento di BG AI Sapiens, entriamo nel cuore dell’innovazione ed in particolare all’Università di Modena e Reggio Emilia, istituto virtuoso che si pone come esempio di eccellenza nella ricerca e nella didattica multidisciplinare.
In questa nuova puntata di AI Sapiens, il format di Banca Generali che esplora il mondo dell’Innovazione, incontriamo la Rettrice Rita Cucchiara, per scoprire come l’ateneo stia rendendo la ricerca più impattante e la formazione più moderna e capace di stimolare un pensiero trasversale.
“Dobbiamo completamente innovare il nostro modo di far didattica, lo insegna tutto il mondo. La didattica cambia nel tempo perché cambiano le generazioni”, ha dichiarato Rita Cucchiara.
La ricerca deve generare un impatto reale per la società, l’industria e il territorio. Innovare significa non solo sviluppare nuove tecnologie, ma anche trasformare la prospettiva di chi opera in ambito accademico, creando un ambiente dove la multidisciplinarità e la collaborazione siano la norma.
Secondo Cucchiara “Innovare vuol dire anche cambiare, accettare la sfida anche a livello culturale e mentale. Bisogna cambiare il mindset. Dobbiamo innovare il nostro modo di fare ricerca, che deve essere per definizione multidisciplinare e capace di collegarsi al mondo internazionale”.
Progetti come quelli di intelligenza artificiale, la partecipazione a competizioni internazionali e iniziative europee di ricerca dimostrano come la pratica del “learning by doing” permetta agli studenti di sviluppare competenze concrete, preparando professionisti capaci di affrontare sfide globali.
L’obiettivo è chiaro: porre l’essere umano al centro, utilizzando la tecnologia per potenziare capacità, giudizio e creatività.
“Non possiamo permettere, perché sarebbe inefficiente oltre che pericoloso, di lasciare a una macchina tutto il percorso decisionale. Noi dobbiamo essere all'inizio, dobbiamo essere alla fine e dobbiamo essere all'interno di tutto il percorso. Non l’essere umano a disposizione della macchina, ma la macchina a disposizione dell’essere umano, come dovrebbe essere”, ha continuato Cucchiara.


