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Le Borse guardano oltre la guerra, AI torna in focus
23 April 2026#WeeklyWatch

Le Borse guardano oltre la guerra, AI torna in focus

Tech e Intelligenza Artificiale sono passati in secondo piano con il conflitto in Iran, ma società come Nvidia e ASML hanno continuato a macinare utili, e con valutazioni ridotte rispetto agli eccessi del 2024-25. Mentre i ritardi sui data center e la sfida dei profitti renderanno sempre più importanti selezione e gestione attiva

Nelle ultime settimane tutti gli occhi di investitori e osservatori sono stati puntati quasi esclusivamente sull’evoluzione del conflitto in Medio Oriente e le sue conseguenze sul quadro macroeconomico e dei mercati. Tuttavia, il settore dell’Intelligenza Artificiale, motore degli indici azionari globali (e non solo) negli ultimi tre anni e più, non è rimasto fermo, ma si è ritrovato relativamente lontano dai riflettori della cronaca finanziaria. Ora le borse iniziano a guardare oltre la guerra in Iran e il settore AI è destinato a tornare sotto i riflettori. 

Da inizio anno, l’indice Bloomberg Artificial Intelligence ha registrato da inizio anno una performance superiore all’8% in euro, confermano che il settore AI è uno dei principali driver dei mercati finanziari globali. Un risultato “al di sopra sia del mercato azionario statunitense sia di quello europeo, che segnala come l’AI continui a beneficiare di solide prospettive di crescita”, spiega Corrado Cominotto, Responsabile Gestioni Relative di Banca Generali.

Il nodo delle valutazioni

Uno dei grandi interrogativi sullo sviluppo del settore AI nel corso del 2025 è stato quello relativo alle valutazioni, ritenute da molti osservatori troppo elevate e potenziale spia di una possibile ‘bolla’ nel segmento tech. Diversi investitori hanno lanciato l’allarme sulla possibilità che gli utili futuri possano non essere sufficienti a giustificare i prezzi attuali e a ripagare l’enorme flusso di investimenti.

Tuttavia, “negli ultimi due anni, il rapporto prezzo/utili attesi del Bloomberg Artificial Intelligence Index è passato da 24 volte a circa 18 volte, con una contrazione nell’ordine del 25%, a fronte di un rendimento positivo di circa il 64% in euro sullo stesso periodo”, spiega Cominotto, sottolineando come questo sia un segnale forte di come i rialzi dei prezzi dei titoli azionari si siano accompagnati ad un rafforzamento delle attese sugli utili: le stime indicano infatti una crescita degli utili intorno al 55% nei prossimi dodici mesi”.

Insomma, l’euforia resta, ma a differenza di quanto percepito da molti, nei numeri sembra essersi ridimensionata.

Indice Bloomberg Artificial Intelligence: prezzo in euro (in bianco) e P/E forward (in rosso)

Nvidia e ASML: due storie esemplari

Tra i principali player all’interno del settore AI continua a spiccare Nvidia, che ha riportato utili pari a circa 115 miliardi di dollari nel 2025 e stima di ottenere quasi 200 miliardi di dollari di utili quest’anno, con una crescita attesa di oltre il 70%. Anche le valutazioni, pur restando elevate, si stanno ‘normalizzando’. Infatti, nel corso degli ultimi due anni, a fronte di una performance del 140% in euro, il rapporto prezzo/utili attesi (P/E forward) è passato da 30 volte a 23 volte, segnando una riduzione di quasi il 25%.

Inoltre, aggiunge il gestore di Banca Generali, “Nvidia ha investito 10 miliardi di dollari in Anthropic e circa 30 miliardi di dollari in OpenAI, rafforzando il proprio ecosistema e posizionandosi ancora una volta come leader nella supply chain per le componenti dell’intelligenza artificiale”.

Nvidia: Grafico del prezzo in euro (in bianco) e del P/E forward (in rosso)

Ora, con i titoli del comparto AI tornati sui massimi, l’attenzione degli investitori è rivolta alle trimestrali.

Un primo segnale di conferma di domanda strutturalmente robusta è arrivato da ASML, che ha rivisto al rialzo le previsioni di fatturato per il 2026, poiché i produttori di chip continuano a investire miliardi di dollari nelle sue macchine per la produzione di semiconduttori, al fine di realizzare chip per l'intelligenza artificiale sempre più avanzati”, spiega Cominotto.

Il titolo, che negli ultimi due anni ha registrato una performance di oltre il 50% in euro, ha tuttavia mantenuto un rapporto prezzo/utili sostanzialmente invariato.

La forte espansione in termini di prezzo è stata supportata da un costante rialzo delle stime sugli utili, sostenute dalla solida domanda per le componenti legate allo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale”, continua l’esperto.

ASML: Grafico del prezzo in euro (in bianco) e del P/E forward (in rosso)

I ritardi dei data center

A fare notizia nelle ultime settimane è stata anche la crescente consapevolezza che l’AI corre molto più veloce delle infrastrutture fisiche che la supportano, con potenziali ripercussioni sulla capacità delle società di generare utili con l’AI.

Secondo alcune analisi basate su immagini satellitari (SynMax) e dati pubblici (IIR Energy), negli Stati Uniti circa il 40% dei data center rischia ritardi per vincoli energetici, carenza di manodopera e complessità autorizzative. Il rischio non riguarda la domanda di AI, che resta solida, bensì la capacità di convertirla rapidamente in infrastrutture operative e in ritorni economici”, spiega il gestore.

Nel prossimo periodo, conclude Cominotto, “sarà quindi fondamentale mantenere l’attenzione sui dati micro delle singole società, in particolare sulla reporting season, adottando un approccio gestionale attivo e selettivo all’interno di un comparto che continua a beneficiare di una crescita strutturale trainata da trend di lungo periodo”.

Corrado Cominotto, Responsabile Gestioni Relative di Banca Generali. Corrado Cominotto, Responsabile Gestioni Relative di Banca Generali.
Nel prossimo periodo sarà fondamentale mantenere l’attenzione sui dati micro delle singole società, in particolare sulla reporting season, adottando un approccio gestionale attivo e selettivo all’interno di un comparto che continua a beneficiare di una crescita strutturale trainata da trend di lungo periodo.

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