L’analisi della performance settoriale dell’azionario riserva qualche sorpresa.
A trionfare è stato il comparto energetico, che “ha beneficiato del forte rialzo dei prezzi del petrolio, legato ai timori di interruzioni dell’offerta dovuti al blocco dello Stretto di Hormuz, registrando una performance superiore al 15% nel corso del mese di marzo”, sottolinea Mongardini.
Il comparto della difesa, invece, in controtendenza rispetto al passato, è sceso di oltre l’8% dallo scoppio del conflitto, sfidando il trend che porta i titoli della difesa a sovraperformare in caso di conflitti geopolitici.
“In tale contesto di incertezza, gli investitori hanno infatti ridotto l’esposizione ai settori ciclici, riallocando capitale verso energia e materie prime, in risposta al clima di avversione al rischio dei mercati causato dalla guerra”, continua il gestore.